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Chi sono

AndreaCiardelliMi chiamo Andrea Douglas Ciardelli.

Sono nato a Pisa nel pieno del baby-boom e del miracolo economico di metà anni ’60 da un padre italiano e una madre scozzese, poi ho iniziato a vivere. Devo dire che credo di averlo fatto abbastanza intensamente e senza essermi perso quasi nulla.

Sono sposato da quasi venticinque anni e da allora la mia casa è sempre stata densamente popolata di persone di età, estrazione e cultura straordinariamente variabili. Alcuni di essi ce li siamo fatti io e mia moglie, altri li abbiamo aggiunti “prefabbricati”, altri ancora sono entrati ed usciti in un turnover degno di un aeroporto internazionale.

Mi piace da matti pensare di essere entrato nella storia di tutte quelle persone, e di esserci entrato tutto, per quanto possibile, come anche il sentire ognuno di loro parte indelebile della mia narrazione interiore.

Attualmente passo gran parte del mio tempo a condividere la vita con persone che hanno incontrato il carcere, vera discarica dove vengono quotidianamente gettate centinaia di vite umane, molte delle quali colpevoli soltanto di essere portatori sani di un certificato di nascita di un paese sbagliato. Una discarica che si guarda bene dal farsi vedere all’esterno per quello che è realmente.

C’è una frase attribuita a Malcom X che, indipendentemente dal giudizio soggettivo che si può liberamente avere su colui che si ritiene l’abbia pronunciata, mi sembra assai adatta alla situazione attuale degli emarginati, primi tra tutti i carcerati: “Prima ci cospargete di merda e poi ci chiamate merdosi

Ecco, credo che l’aver messo le mani in quello sterco mi possa aver aiutato a capire meglio coloro che quello sterco ce l’hanno appiccicato addosso, loro malgrado.

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