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Cinestesie scozzesi

20 agosto 2009
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CumbernauldOggi ha fatto veramente caldo, un caldo afoso e sudaticcio. È proprio il tipo di caldo che mi fa ribollire quella metà del sangue che grida ancora vendetta per il ratto di Mary Stewart di qualche annetto fà. Come se non bastasse arrivano continuamente foto di blogstar che se la spassano in Scozia con diciotto gradi di temperatura e una pioggerellina fitta fitta, particolari climatici che mi ricordano gli anni migliori della mia infanzia a Cumbernauld.

Non che fosse un granché di posto, almeno secondo i parametri scozzesi. I nonni vivevano in un grattacielo, seppur in cima ad una collina stupenda, con cui avevano scambiato una villettina con tanto di abbaino e giardino popolato di scoiattoli. Non ho mai capito questa loro scelta ma ho amato anche il grattacielo, se non altro perché mi fungeva da base di appoggio per quando, con i miei, andavamo lassù in vacanza.

La quasi totalità dei ricordi di quel periodo sono di tipo olfattivo: ricordo gli odori, e perfino quelli che normalmente si definiscono puzza per me erano e sono gli odori della gioia. Il catrame, odore tipico delle ferrovie britanniche, che in Scozia non è mai mancato; l’odore dolciastro delle distillerie di Glasgow, terribile se vogliamo ma unico; l’erba perennemente bagnata e con essa tutte le piante tipiche, prima tra tutte l’erica; l’odore particolare, indefinibile, dei negozi di dolciumi del vicino centro commerciale; il bagno serale, profumato in un modo che raramente ho sentito in Italia; la carta su cui facevo i miei disegni infantili. Poi il cibo, soprattutto i dolci (mia nonna era la classica nonna-che-fa-dei-dolci-esagerati): Cherry Cake, Scone, Black Pudding, Gingerbread, il pane tostato che a tutto somiglia tranne che al nostro pane in cassetta rinsecchito; tra tutti i profumi, quello più intenso ed indimenticabile è sicuramente l’Haggis, in competizione con la Tomato Soup.

Comincio a pensare di aver dato la stura al mio recondito lato masochistico. Forse la mia strizzacervelli a questo punto dichiarerebbe terminata la seduta per prudenza. Va bene, la finisco qui, anche perché comincio ad avere un sommovimento viscerale che merita conforto.

Amici blogstar che siete nella terra di Edgar Wallace, non mi fregate più. La prossima volta tocca a me!

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